Moduli di Istituzioni di Regia Cinematografica I e II
Piano di studi per il biennio di Regia Cinematografica
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Moduli di Regia per i Corsi Biennali della nostra Scuola di Cinema
La regia cinematografica è l'atto con il quale dalla sceneggiatura si passa al film, ossia
"dalla carta allo schermo". Quella che è inizialmente solo un'idea di trama nella mente
di una persona, può essere trasposta, dalla persona stessa, in romanzo, oppure, più semplicemente,
in sceneggiatura; quest'ultima è anch'essa, in un certo senso, una specie di romanzo, con la
differenza che una sceneggiatura è molto più schematica e meno romanzata, in quanto ha il solo
scopo di spiegare al regista come deve fare per trasferire sullo schermo l'idea iniziale.
Basandosi quindi sulla sceneggiatura, il regista decide il tipo di inquadratura, la durata delle sequenze,
l'ambientazione, il modo in cui attori e comparse devono interagire tra loro e con il set, affinchè
il risultato finale sia che lo spettatore creda di stare realmente assistendo all'avvenimento descritto
dall'autore del romanzo o della sceneggiatura. Successivamente, è sempre la regia a stabilire la
colonna sonora che sottolinea le scene allo scopo di enfatizzare uno stato d'animo, evidenziare una
situazione, sottolineare un particolare, e quant'altro serva a far capire allo spettatore qualche cosa
che nel romanzo veniva reso tramite le parole, mentre nel film può essere reso solo con immagini e suoni.
L'abilità di un regista sta infatti proprio nel riuscire a sopperire alla impossibilità delle
semplici immagini di trasmettere pensieri e sensazioni che possono invece essere facilmente descritte con le
parole. Così, se in un romanzo, per dare l'dea di caldo soffocante, è sufficiente dire
"faceva un caldo soffocante", in un film il regista dovrà servirsi di artifici vari per comunicare
questa idea allo spettatore: potrà fare un'inquadratura ponendo la telecamera al livello del suolo
e riprendendo soggetti lontani, in modo da far vedere sullo schermo l'aria che "tremola" per il
caldo; oppure potrà inquadrare la camicia inzuppata di sudore del protagonista; o potrà far vedere
una persona che cerca di far funzionare un ventilatore, o ancora potrà semplicemente far comparire in
un angolo dell'inquadratura un ventilatore a soffitto che ruota lentamente, e così via.
Una volta terminato di girare le scene secondo le istruzioni del regista, si ottiene appunto il girato, ossia l'insieme di tutte le scene girate durante la produzione del film; sarà poi il regista stesso a decidere se eliminare qualche scena dal montaggio finale, al quale però potrà anche eventualmente contribuire il produttore (che è colui che ha finanziato il film) allo scopo di rispettare i limiti prefissati di durata del film, le richieste della censura, e così via.
Istituzioni di Regia Cinematografica I
- Il linguaggio cinematografico come sistema di comunicazione visiva
- Importanza del montaggio parallelo
- Definizione degli strumenti di base
- Il principio del triangolo
- Dialogo tra due o più persone
- Modelli di montaggio per scene di dialogo statico
- Natura del movimento sullo schermo
- Attacco dopo il movimento
- Movimento all'interno dello schermo
- Movimento di entrata in campo e di uscita fuori campo
- L'attore A si muove verso l'attore B
- Uso di riprese master per coprire movimenti sullo schermo
- Casi anomali o irregolari
Istituzioni di Regia Cinematografica II
- L'attore A si allontana dall'attore B
- Gli attori si muovono insieme
- Soluzione di situazioni difficili di montaggio
- Altri tipi di movimento
- Venti regole basilari per il movimento della mdp
- La mdp nella ripresa panoramica
- La mdp in carrellata
- La gru e lo zoom
- Le scene d'azione
- Montaggio in camera da presa (piano sequenza)
- Spostamento da zona a zona
- Tecniche combinate
- La punteggiatura cinematografica

